Alcuni analisti sono propensi a credere che nei prossimi mesi in Russia si assisterà ad un significativo rincaro (con picchi fino al +30%) di molti beni di largo consumo e servizi. Ciò ovviamente andrà a pesare sensibilmente sull’economia di molti nuclei familiari in una fase in cui invece i salari molto difficilmente registreranno un aumento. 

 

 

Da ciò ne conseguirà che buona parte delle famiglie saranno obbligate ad economizzare sugli acquisti di beni non di prima necessità e ciò comporterà una contrazione dei consumi in quasi tutte le altre categorie di prodotto. Difatti, se  certe voci di spesa quali ad esempio medicinali, trasporti pubblici e prodotti alimentari, vengono considerate “inevitabili”, è probabile che invece la maggioranza dei consumatori tenderanno a risparmiare sull’acquisto di capi d’abbigliamento, calzature, articoli sportivi e per l’intrattenimento.

Leggendo tra le righe di questo genere di previsioni non è difficile intuire che una contrazione dei consumi della popolazione possa incidere significativamente sulle aspettative di fatturato di molti negozi. Di conseguenza più di qualche operatore retail si troverà nella condizione di dover limitare i costi per far fronte al calo delle vendite, ed in quest’ottica deciderà probabilmente di optare o per una riduzione degli spazi presi in affitto oppure cercherà di ottenere condizioni di locazione più sostenibili chiedendo notevoli sconti e confidando nella comprensione (e lungimiranza) del locatore di turno.

Indipendentemente dal fatto che i proprietari dei centri commerciali o dei locali fronte strada siano disposti o meno a recepire questo tipo di “segnali”, gli addetti ai lavori sono abbastanza concordi nel prevedere per il 2015 un calo medio dei canoni in rubli pari anche al 25-30%, che risulterà particolarmente accentuato in segmenti quali la ristorazione, i negozi di articoli sportivi, abbigliamento e calzature, in quanto i fatturati di queste categorie merceologiche risentiranno sensibilmente dell’andamento generale.

Non è da escludere che tutto ciò indurrà le amministrazioni di più di qualche complesso commerciale a modificare le proprie strategie di gestione dei rapporti con i conduttori per evitare di ritrovarsi con troppi spazi sfitti e rendite locative sempre più esigue.

 

Alessandro Alessio
a.alessio@regens-international.com

 

 

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