Sono sicura che ogni russo che studia l’italiano mediti in cuor suo di proseguire la sua formazione in Italia. Ma, sono cose che capitano, non tutti cominciano a muovere dei passi in questa direzione. La mostra “Studiare in Italia” è stata organizzata a Mosca e a Kazan per tutti quelli che non sanno come si fa.

Bernardo Paoli, direttore della società “Studies and careers”, crede che studiare all’estero sia semplice, che basti solo ragionarci su.

Registrazione alla mostra “Studiare in Italia”

Mossa 1 – Capite che tipo di Università vi conviene.

“A questo punto le strade sono due – ci dice Paoli -, ci sono le università pubbliche e le università private. Per le università pubbliche bisogna fare la preiscrizione all’Istituto di Cultura. E’ obbligatorio. Bisogna ricevere la risposta dell’Università, e poi fare gli esami di lingua italiana. Le istituzioni private si occupano del processo di registrazione e degli esami in maniera separata. E poi l’Università Commerciale Luigi Bocconi, il Polimoda, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, e l’Istituto Marangoni hanno le loro proprie condizioni: per  iscriversi, ad esempio,  in corsi di laurea di tipo artistico – di design e di moda, ad esempio, è necessario presentare un portfolio di alta qualità.

Se si desidera studiare in una università italiana, allora dev’essere chiaro che esistono i corsi chiamati “lauree brevi” – l’equivalente  dei bachelor -, i quali durano tre anni. A queste si affiancano le cosiddette “lauree specialistiche”, che già ricordano, con il loro nome, le  ”specialist” russe, e completano gli studi con altri due anni di corso. 5 anni in tutto, quindi. Per accedere alla laurea breve è necessario fatto un percorso di istruzione di almeno 12 anni: 11 anni  fatti in Russia, a scuola, e un anno fatto in qualche altro modo. Il che vuol dire che uno studente russo deve  studiare per uno o due anni oltre la scuola (all’Università, in un collegio ecc.), prima di poter andare a studiare in Italia”.

Bernardo Paoli ha poi aggiunto che il progetto ‘Studiare in Italia’ è un’idea che nata in partenariato con l’Istituto Italiano di Cultura che ha sede a Mosca. “Già da qualche anno – ha detto – pensavamo di organizzare una manifestazione strutturata con la partecipazione delle scuole di lingue, delle scuole di moda e delle università italiane. Questo è un progetto pilota, una prima prova. La risposta è stata più che positiva: circa 1500 studenti hanno partecipato alla manifestazione. C’è quindi un grande interesse del nostro paese. Questa è la cosa più importante”.

La presentazione della Università commerciale Luigi Bocconi

Mossa 2 – Distribuite il tempo a vostra disposizione.

È molto importante non solo aver chiare le proprie priorità nella scelta dell’Università. Una grande responsabilità è anche quella di  ordinare correttamente la propria giornata di lavoro. Il tempo stringe  (e non è bello capire di essere in ritardo nella redazione di una lettera motivazionale o nell’invio del curriculum vitae). Fate un elenco delle cose da fare, scrivendo tutto. Non tiratela per le lunghe, e fissate date e rispettate le scadenze. Per esempio, se volete studiare in Italia già dall’autunno del 2013, dovete mandare tutta la documentazione necessaria prima di Dicembre 2012. Che documenti servono? Il diploma con l’attestazione degli studi ulteriori o il diploma di laurea, una lettera motivazionale, il  vostro curriculum vitae, una lettera di raccomandazione scritta da un professore. È necessario anche passare gli esami d’italiano (CILS, CELI) e – come al solito – quelli d’inglese (TOEFL o IELTS). Tutto, come ha detto Bernardo Paoli, dipende dal tipo di università che scegliete. Ma ogni regola ha la sua eccezione, quindi è meglio cercare e trovare tutte le informazioni di cui necessitate sul sito dell’ateneo che sceglierete.

I visitatori della mostra #1

Mossa 3  – Credete nel vostro successo

Nessuno ancora ha abolito la potenza dei pensieri. Tutto vi riuscirà bene, se credete davvero di essere i candidati più meritevoli per studiare in un paese incantevole come l’Italia. In bocca al lupo!

I visitatori della mostra #2

 

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