Ekaterina Antoshkina, fondatrice dell’agenzia delle relazioni pubbliche “PR Project”, nel 2012 ha lanciato la sua nuova “startup”: il festival del cibo e della cultura italiani  “Italian Week”, tenutosi, nella sua prima edizione, presso il centro commerciale Afimall, tra i più grandi di Mosca. Quest’autunno, inoltre, è già in programma la seconda edizione dell’evento.
Ekaterina ha svelato a MOSCOWita alcune sorprese che attendono i visitatori dell’Italian Week 2013 ed anche la sua passione personale per tutto ciò che il Bel Paese rappresenta.

Tu non parli l’italiano, e prima del festival non eri neanche legata all’ambito del food. Come è nato il tuo interesse per l’Italia e l’idea di ‘mostrarla’ al grande pubblico russo? 

Tutto vero. Ciò però non significa che non capivo nulla di cibo in generale: sono sempre stata un’appassionata del settore food, sebbene non lo considerassi nelle mie idee di business. Sono stata spesso in Italia, ho tanti amici italiani e, quindi, questo paese mi attrae, così come attrae qualsiasi altro russo. Adoro la gastronomia italiana per la sua ‘concettualità’, se così si può dire: ogni alimento, ogni piatto ha la sua storia, le sue  caratteristiche, le sue regole. Tutte queste cose insieme, con il tempo, mi hanno convinta che questo ‘hobby’ poteva diventare un progetto d’impresa. E mi è successo, quasi subito, di lavorare sull’Italian Week. Io e i miei collaboratori, all’inizio, non ci siamo concentrati sulla fruizione del tempo libero dei moscoviti, ma abbiamo dato vita all’evento nel formato che ci soddisfaceva di più, che ci piaceva, soggettivamente, di più. Il nostro scopo non era quello di diventare gli unici e i più originali, anche se lo siamo stati, magari perché abbiamo lavorato a questo evento con tutta la passione che possediamo. Il festival, alla fine, è stato visitato da più di 6000 persone. Tutte le aziende che vi hanno partecipato ne hanno tratto un impatto positivo.

Cosa dobbiamo aspettarci dall’Italian Week 2013?

Il progetto sta subendo grandi cambiamenti nel formato. Stiamo lavorando sulle richieste della nostra audience, che ci ispira e ci dà nuove idee.  Per esempio, grazie alle richieste ricevute via e-mail, in cui i visitatori ci hanno chiesto più volte di continuare ad organizzare eventi tematici durante un periodo più esteso, è nato il motto “il festival tutto l’anno”, che sta guidando la preparazione degli stessi. Il calendario di questi eventi sarà pubblicato sia sul sito che sulla nostra pagina Facebook. Grazie al nostro amico Giulio Zompi (Fantinel, Wine Cult Club) ed anche ad un altro sponsor (Hotpoint-Ariston), ad esempio, abbiamo aperto la scuola di cucina per famiglie “Italian Week”, situata in via Pokrovka. Il primo corso, che si è tenuto nel periodo di capodanno, è piaciuto molto al pubblico. Attualmente, siamo alla ricerca di una nuova location per Italian Week 2013, e stiamo approntando una bozza del programma. Quest’anno il festival sarà ancora più ampio: saranno in programma, probabilmente, delle edizioni regionali dell’evento. L’anno scorso, poi, grazie al Console Onorario italiano a Samara, Gianguido Breddo, abbiamo portato l’Italian Week anche lì, una città in cui, sicuramente, la gente ancora non conosce così bene l’Italia.

Cos’è per te l’Italian Week? Ancora un hobby, oppure un progetto commerciale sulla base del quale vorresti realizzare, più avanti, qualche altra idea di business?

Innanzitutto, per me e per i miei collaboratori, Italian Week è un piacere. Non c’è (non ancora, almeno) nessuna idea commerciale ‘segreta’ dietro. Semplicemente, vogliamo far scoprire l’Italia ai russi che prima non la conoscevano.

Quali sono i tuoi ricordi più belli legati all’edizione 2012?

Domanda difficile. Lo organizzavamo per la prima volta, e tutto era particolare. Mi ricordo bene delle persone che erano venute ai nostri eventi perché erano tutti molto amichevoli ed ispirati. Mi ricordo bene degli italiani che ci hanno dato una mano con l’organizzazione perché credevano in quello che facciamo. Sono tanti, troppi ricordi belli: ci vorrebbero altre tre interviste, per dare a tutti loro il risalto che meritano.

 

Come possono esservi utili le aziende italiane? Quali partnership preferite e quali sono i requisiti per partecipare all’evento? 

Scriveteci – in qualsiasi lingua – all’indirizzo italianweekfestival@gmail.com, e chiedeteci più dettagli sull’organizzazione, e parlateci un po’ di voi. Cercheremo di attrarre le partnership ‘chiave’ con dei pacchetti che possano interessare sul serio a chi voglia fare business in Russia. Siccome nella vita “normale” siamo professionisti del settore delle relazioni pubbliche, sappiamo rendere ”bello” il prodotto finale.  Quindi, i minimi requisiti sono: “essere adeguati”. Per noi, è importante che un’azienda abbia voglia di partecipare, di contribuire, che abbia la stessa passione che proviamo noi per Italian Week. I partner sono la nostra base, e stringono con noi un rapporto di fiducia. Per questo, siamo interessati a nuove collaborazioni.

Come, invece, potrebbero parteciparvi delle aziende russe?

Questo è un po’ più complicato, perché devono essere imprese legate all’Italia oppure che soddisfino i nostri bisogni.  Per esempio, quest’anno abbiamo bisogno di un club per i bambini. Se lo troveremo, per noi non avrà nessuna importanza se sia italiano o russo. Proviamo a intessere una “storia” con ogni partner, poiché lavoriamo al fine di trovare – sul serio – una soluzione ottimale per tutte le parti interessate al progetto.

 

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