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Questa settimana, nell’ambito della nostra rubrica sugli chef di cucina italiana a Mosca, parliamo con Lorenzo Guardino, del ristorante “Caffè Fresco”.

Anno di arrivo a Mosca: 2010

Città preferita: Sciacca

Piatto russo preferito: pel’meni siberiani

La cucina italiana a Mosca…: si può fare, se sussistono vari fattori. Conoscenza profonda della materia, prodotti selezionatissimi, controllo assoluto ed attenti e costanti consigli da dare ai propri collaboratori.

Piatto preferito: semplice spaghetto al pomodoro fresco e basilico con olio extravergine d’oliva fruttato.

Ristoranti da consigliare a Mosca: “Giardino Italiano”, ben 16 anni di attività nella capitale.

Ristoranti da sconsigliare a Mosca: “TSARSAKAJA OKHOTA”, un ristorante russo esclusivo fuori città.

Come ha cominciato a Mosca: il mio primo lavoro è stato al ristorante “Giardino Italiano”, dove oltre alla semplice attività ristorativa preparavamo banchetti presso l’Ambasciata Italiana a Mosca. Successivamente, ho iniziato una collaborazione con la “Accademia del Gusto”, tenendo alcune master-class solo sulla cucina italiana. Adesso lavoro presso il “Ristorante Caffè Fresco”.

Consiglio: per fare gli chef a Mosca occorre: non permettere a nessuno di trasformare le proprie idee, possedere una grande passione per la cucina italiana, avere gusto e inventiva, oltre ad un carattere forte, e parlare la lingua, per comunicare tantissimo con i tuoi clienti e capire il loro stato d’animo e proporre loro ciò che di buono c’è ogni giorno. Tutto ciò è indispensabile, ma serve anche un pizzico di fortuna: allora, non mi resta che augurare un grande in bocca al lupo ai miei colleghi, oltreché ringraziare il mio amico e collega Giuseppe Todisco, che mi ha fatto conoscere questa realtà.

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