La settimana scorsa a Mosca c’è stata la meravigliosa possibilità di incontrare uno scrittore е sceneggiatore molto famoso nel Bel Paese: Francesco Piccolo. Due grandi talenti in una sola persona: da scrittore, alla mostra “NonFiction”, Piccolo  ha presentato il suo nuovo libro ,“Momenti di trascurabile felicità”; da sceneggiatore, ha tenuto una lezione per gli studenti dell’università del cinema più famosa a Mosca, la VGIK.

Si è parlato di letteratura in entrambi gli incontri. Narrativa e sceneggiatura, secondo lui, infatti, non differiscono: non c’è nessun confine che li separi. Forse è solo questione di obiettivi: il film dovrebbe essere molto concreto, scevro di descrizioni, di aggettivi. Invece di scrivere “Il generale è stato gentile”, sarebbe meglio scrivere “Il generale ci ha dato la sua coperta”. Bisogna mescolare gli elementi ed ottenere una sostanza solida e che prenda rapidamente, “come il calcestruzzo” ha detto. “E’ la cosa più affascinante dello sceneggiare”, ha aggiunto.

L’incontro ha preso la forma di una piccola master-class per i giovani sceneggiatori che frequentano il primo anno di corso alla VGIK. E Piccolo non si è fatto pregare, nell’offrire a un pubblico simile alcuni dei suoi segreti: “Per trarre da un libro una buona sceneggiatura è necessario ridurre il testo, smontarlo, farlo a pezzi come un giocattolo, e creare, attraverso le parti, un tutto che sia completamente nuovo”. Secondo l’esperto italiano, inoltre, “sarebbe bene che le scuole di cinema mostrassero ai loro studenti dei film brutti, perché così eviteranno gli errori più comuni, e conosceranno meglio il grosso della produzione cinematografica”.

Per fare delle buone storie, ha aggiunto, concludendo amichevolmente, “bisogna leggere e guardare molto, e tingere l’imitazione del bello di una visione del mondo personale”.

Post correlati

Commenti

commenti