Come si è evoluto negli ultimi anni il concetto della “casa di campagna”

Stando a recenti sondaggi più della metà delle famiglie russe hanno una dacia o una casa di campagna.
Tra gli abitanti della capitale e di San Pietroburgo, la percentuale arriva a sfiorare i due terzi.

L’origine del termine ed il diffondersi della moda

Il termine divenne di uso comune ai tempi di Pietro il Grande, all’inizio del XVIII secolo, e stava ad indicare delle tenute ubicate al di fuori dei confini delle città che lo zar stesso donava (non a caso la parola “dacia” deriva dal verbo “dare” – in russo davat’) a nobili e funzionari meritevoli come ricompensa per la fedeltà tributatagli o per servigi particolarmente preziosi.

All’epoca dunque la parola era associata a delle ville patrizie spesso circondate da ampie estensioni di terreno, appannaggio quasi esclusivo dell’aristocrazia. Fu verso la fine del XIX secolo che anche tra persone di rango più umile cominciò a diffondersi la moda della “casa di campagna”.

Dalla dacia in legno alla villetta in complessi di nuova costruzione

Passando a tempi più recenti, in periodo sovietico le dacie divennero luoghi dove i cittadini andavano a trascorrere le giornate feriali soprattutto per “staccare” dal contesto urbano in un – seppur umile – buen retiro dove rilassarsi dedicandosi al giardinaggio ed alla frutticoltura. Molti costruivano queste loro casette di campagna con le proprie mani e vi organizzavano un piccolo orticello o delle serre. In altri casi erano le stesse aziende ad acquistare grossi lotti di terreno fuori dalle città per frazionarli e metterli a disposizione dei propri impiegati come beneficio accessorio per la costruzione di dacie.

Anche dagli anni Novanta in poi, con la transizione al capitalismo sfrenato, questa tradizione è rimasta fortemente radicata nel DNA della gente. Ovviamente però, viste le mutate esigenze dei nuovi ricchi e dell’alta borghesia – che non volevano rinunciare ad assicurarsi il loro angolino tranquillo lontano dallo smog e dallo stress delle megalopoli ma pretendevano standard più elevati di qualità, sicurezza ed “immagine” – la casa in campagna ha assunto forme e proporzioni variegate, a seconda dello status e delle possibilità economiche del proprietario.

I costruttori, cogliendo la palla al balzo, cominciarono a fare incetta di terreni intorno alle città, soprattutto nelle zone vicine ad aree boschive o specchi d’acqua per la balneazione e la pesca. Così, negli ultimi 15 anni, come funghi sono cominciati a spuntare questi nuovi “villaggi” recintati e custoditi, vere e proprie mini-comunità chiuse, dove i proprietari potevano garantirsi una casetta per il week-end con un giardinetto da usare come orticello a qualche ora di auto dalla città.

Questo vero e proprio “boom” immobiliare indusse ovviamente una bolla speculativa sullo sfondo della quale ad esempio  tra il 2002-2007 i prezzi medi dei terreni nella regione di Mosca aumentarono del 262%. Stando al giornale “Rossiyskaya Gazeta”, nel 2006 il prezzo medio dei terreni ubicati in un raggio di 50 km dal grande raccordo anulare di Mosca (MKAD) rincarò in un anno del 150% e raggiunse i 60 USD/mq. L’anno seguente, secondo dati riportati da RBK, le quotazioni della terra lungo la Rublyovo-Uspenskoe Shosse – meta esclusiva delle celebrità e dei milionari – nel 2007 arrivarono a 450 USD/mq, laddove lungo altre arterie stradali in uscita dal centro (ad esempio Leningradskoe Shosse o Dmitrovskoe Shosse) si assestarono sui 100 USD/mq.

Oggi il fenomeno sembra essersi parzialmente ridimensionato (con conseguente correzione al ribasso dei prezzi medi) non solo a causa della crisi, ma anche e soprattutto alla gran quantità di invenduto che si è andato accumulando negli ultimi anni in virtù della mole spropositata di progetti di questo genere, che il mercato anche in tempi di maggior vivacità non sembrava in grado di assorbire del tutto.

Terminologia e differenze tipologiche

Qui di seguito cerchiamo di identificare le tipologie più diffuse con le principali caratteristiche che le contraddistinguono:

  • Dacia: il termine ancora oggi è associato alla tipologia più semplice, solitamente inserita in un contesto di campagna o all’interno di piccoli centri abitati con servizi minimi. Di solito trattasi di costruzioni quasi interamente in legno che vengono montate su un terreno destinato formalmente alla frutticoltura. In molti casi ancora oggi le dacie vere e proprie non sono provviste di impianto termico, il che le rende idonee ad un uso solamente stagionale. Come riscaldamento alcuni proprietari optano per stufe a legna. Inoltre spesso nelle dacie mancano gli allacciamenti alla rete idrica ed alla fognatura: per ovviare all’assenza di acqua corrente in alcuni casi l’approvvigionamento idrico per i bisogni primari avviene tramite estrazione da pozzo, mentre in assenza di canalizzazione c’è chi crea dei servizi esterni con pozzo nero o fossa biologica e chi ricorre a bagni chimici.
    Per tutti i motivi sopra elencati questo genere di costruzioni sono destinate ad essere abitate per periodi limitati (primavera/estate) e formalmente non è possibile effettuarvi la registrazione.
  • Cottage: rispetto alla dacia tradizionale, questa tipologia può essere costruita teoricamente di qualsiasi materiale e provvista di tutti i comfort moderni. Di norma si sviluppano su almeno due piani e dispongono di un giardino di pertinenza. Queste casette sono provviste di allacciamenti alla rete idrica ed alla fognatura e dotate di riscaldamento, il che le rende fruibili tutto l’anno ed eventualmente idonee a fungere anche da domicilio permanente. Di norma sono situate all’interno di complessi recintati e custoditi ubicati all’esterno dei confini della città, ma in posizioni con buona accessibilità in termini di trasporto e strade rispetto ai centri abitati più vicini.
  • Townhouse (in russo таунхаус): in anni recenti sul mercato immobiliare russo è andato diffondendosi anche questo termine che sta ad indicare di norma delle villette a schiera con piccoli giardini di pertinenza site all’interno di comunità recintate e custodite. A differenza del concetto originale anglosassone, che identifica solitamente delle casette accostate urbane, in Russia i complessi che ospitano questo genere di costruzioni sono ubicati al di fuori delle città. Queste villette, rispetto ai cottage, sono contraddistinte da un’architettura più raffinata (che spesso richiama volutamente a stili non autoctoni ma presi in prestito appunto dal mondo anglosassone) e, nella maggioranza dei casi, costruite in mattoni.
  • Tenute di lusso: per cercare di andare di pari passo con le manie di grandezza palesate da molti nuovi ricchi, alti funzionari, oligarchi e personaggi del mondo dello spettacolo, per descrivere le proprietà di lusso gli addetti ai lavori in anni recenti hanno cominciato ad usare termini antichi in un’accezione moderna. E’ così che si è andati a rispolverare la parola “usad’ba” (усадьба), che storicamente (dal XVII secolo in poi) identificava una tenuta nobiliare di campagna comprendente oltre alla residenza principale anche costruzioni accessorie ed un ampio parco.  Già verso la fine del XIX-inizio del XX secolo il termine veniva attribuito anche a ville urbane patrizie, mentre riferito a costruzioni moderne viene associato, seppur raramente, a tenute di particolare pregio ed estensione, site al di fuori delle cerchie cittadine.
    Più di frequente per descrivere le ville di pregio dei “pochi eletti” della Rublyovka e le residenze di lusso del jet set viene usato il termine “osobnyak” (особняк), che in realtà di per sé alla lettera identifica semplicemente un edificio indipendente, ma che in questo contesto va ad identificare una villa di ampia metratura con grande terreno di pertinenza, riccamente rifinita internamente e contraddistinta da architetture – se non particolarmente eleganti – almeno non banali. E’ così che la casa di campagna moderna dei più fortunati può riprodurre le forme di un castello rinascimentale, assumere i contorni di una villa in stile neoclassico o di una dimora ultramoderna con architetture avveniristiche.

Alessandro Alessio
a.alessio@regens-international.com

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