Eccoci qui, amici lettori di MOSCOWita: eccoci finalmente giunti alla prima pubblicazione della nostra nuova rubrica, quella che vi fornirà consigli sulle necessità primarie da soddisfare, per poter calpestare il terreno intorno agli Urali, grazie alle esperienze vissute, in prima persona, da una nostra connazionale, Claudia Redigolo (la cui presentazione è in evidenza qui, a destra).

Claudia Redigolo, autrice della rubrica “La Federazione Bussa” (www.moscowita.it)

Sì, perché, una volta approdati in Russia – ma anche prima, nella maggior parte dei casi – “La Federazione Bussa”, chiedendoci garanzie, documenti, complesse scartoffie di carattere burocratico, e soprattutto la capacità di abituarsi a particolarità culturali poco diffuse nel resto d’Europa.

Dunque, proprio per l’importanza che possono rivestire – per degli italiani desiderosi di vivere da vicino le promesse dell’Oriente Europeo – i consigli di un’italiana “che ci è già passata”, abbiamo accettato il suo aiuto, che sarà prezioso a noi, perché lo sarà a quanti vorranno imboccare le vie che furono degli Zar, evitando di fare passi falsi ancor prima di cominciare ad incamminarsi.

 

Per chi ha studiato la lingua russa, per chi è affascinato dalla cultura slava, per chi ha incontrato sul proprio cammino un(a) russo(-a) che gli ha rubato il cuore o per chi è in cerca di un’opportunità lavorativa che, ahimè, l’Italia non è, al momento, in grado di offrire, la Russia – Mosca, in particolare – diventa un importante centro di attrazione.

Ed ecco che anch’io decido di trasferirmi, dalla bella città della nebbia e della Madonnina, nella capitale della Grande Madre Russia. Fatti armi e bagagli, raccolti i valenki (N.d.A. stivali russi di feltro) e quanti più indumenti di lana possibile, atterro per l’ennesima volta a Mosca. Ma, rispetto alle altre volte, ora non si tratta di studio, turismo o di rivedere gli amici, ma di mettere radici.
E la parola d’ordine a Mosca non può che essere “determinazione”.

Le difficoltà che si incontrano a Mosca da stranieri (parlo di gente comune, non di chi si trasferisce come personale altamente qualificato) che compiono questo passo in autonomia, sono molte e delle più svariate, ma con qualche avvertenza tutto assume una luce diversa.

Ad esempio, lo sapete che in Russia, diversamente che in Unione Europea, sui generi alimentari è riportata la data di produzione e non la data di scadenza? O che nella maggior parte delle abitazioni russe i rubinetti dell’acqua calda e fredda sono invertiti, perciò è bene non affidarsi ai classici colori rosso e azzurro, ma provare, prima di gettarsi sotto la doccia?

Ed è per questo che decido di raccontarvi sulle pagine di Moscovita le mie (dis)avventure, burocratiche e non, per facilitare il cammino di chi deciderà di intraprendere la stessa strada.

Una volta presa la decisione di lasciare tutto e partire per la Russia, da dove incominciare? Quello che spesso ci chiedono lettori e conoscenti è dove e come trovare lavoro.

Per chi parla russo, la scelta è piuttosto ampia, e si possono consultare diversi siti, che pubblicano quotidianamente decine di annunci. Alcuni tra i più noti sono:

Head Hunter: www.hh.ru

Job: www.job.ru

Rabota: www.rabota.ru

Zarplata: www.zarplata.ru

Un altro canale molto valido è quello della Camera di Commercio Italo Russa (www.ccir.it), che permette di ricevere annunci di lavoro dei propri soci, sia per l’Italia che per l’estero, iscrivendosi gratuitamente alla newsletter proposta dal sito, nell’apposita sezione “Lavoro”.  Un’opzione, forse non da tutti praticabile, invece, è quella di recarsi in Russia e cercare lavoro direttamente da qui: in questo modo, aumentano le possibilità di fare colloqui (personalmente, ho fatto una quindicina di colloqui in 1 mese, cosa che in Italia non mi era mai successa). In questo caso, è bene avere un appoggio in loco oppure farsi aiutare da associazioni o agenzie che possano darvi una mano a sbrigare le pratiche del visto e a trovare un alloggio, come l’Associazione Italia Russia di Milano (http://associazioneitaliarussia.it).

Talvolta, si trovano alcune offerte di società italiane che ricercano personale da inviare come trasfertista in Russia. Questa è ovviamente la soluzione migliore, poichè si evitano tutte le difficoltà relative all’ottenimento dei permessi di lavoro, dell’alloggio, etc. (problemi dei quali racconteremo nei prossimi articoli), in quanto, solitamente, è l’azienda italiana che pensa a tutto.

L’Ambasciata d’Italia a Mosca offre periodicamente dei posti come stagisti presso l’Ambasciata e/o il Consolato, ma tali offerte sono riservate esclusivamente ai neolaureati.

Per chi non parla russo, la situazione è un po’ più complicata, ma non impossibile. Se si è insegnanti qualificati in Italia si può tentare la via dell’insegnamento della lingua italiana in scuole ufficialmente riconosciute come la Italo Calvino (http://www.schoolitalia.ru/it), la Costanza Vinci presso l’Ambasciata d’Italia a Mosca, il Centro di Cultura italiana (http://www.centro-italiano.ru), etc. Oppure in scuole di lingua, che a Mosca sono molto numerose (in tal caso non occorre essere qualificati come insegnanti in Italia, ma è sempre bene avere una buona padronanza della lingua).

Se sì è specialisti in un campo diverso da quello linguistico, il mio consiglio è di cercare in quello specifico settore. Ad esempio, se si cerca lavoro come cuoco, si può ricavare da un qualsiasi motore di ricerca l’elenco dei ristoranti italiani a Mosca o nella città di interesse e inviare il proprio curriculum come candidatura spontanea. E così via per le altre professioni.

Questi consigli possono costituire un punto di partenza, ma vi saranno certamente altre possibilità da me inesplorate, delle quali non mancheremo di informarvi… Nel frattempo, da tutta la redazione di MoscoWita, in bocca al lupo per la vostra ricerca di lavoro in Russia!

Post correlati

Commenti

commenti