La lingua russa è affascinante, non c’è dubbio. Complessa, articolata, a volte destabilizzante, con l’alfabeto cirillico, segni molli e duri, consonanti aspirate e scivolate. Cosa rende questa lingua unica? Cosa la distingue dall’italiano, al di là dell’ovvietà della peculiarità delle regole grammaticali, che ogni lingua possiede?

E’possibile capire la mentalità di un popolo anche grazie al linguaggio, e certe caratteristiche чисто русские, chisto russkie, cioè “puramente russe” della lingua russa, possono aiutarci a familiarizzare un po’di più con un Paese che appare spesso agli europei totalmente oscuro, stereotipato, lontano e freddo. Vediamo alcune caratteristiche del russo che agli italiani appaiono particolari, interessanti e, a volte… comiche.

Chi studia russo capirà bene di cosa sto parlando!

-IL VOI. In russo, come nell’elegante napoletano classico, si da del voi, e non del lei, in segno di rispetto. E’ del tutto normale e per nulla obsoleto, dunque, dire ad un estraneo “di dove siete?” “Scusate…” e così via. Anzi, è la prassi. Il “tu” può subentrare solo dopo una certa confidenza, guadagnata a suon di “tost” (brindisi a cena con annesso discorso e bevuta) e incontri.

-AGGETTIVARE TUTTO: nella lingua russa c’è la mania di aggettivare qualunque cosa. Altro che “petaloso”! In russo tutto è aggettivato e aggettivabile. Esistono aggettivi specifici per esprimere il possesso di qualcosa da parte di persone (nomi comuni, come “mamma”- es: “della mamma”=мамин, mamin, “mammesco”), ma anche propri: di Anna in russo sarà Анин Anin, traducibile letteralmente come “Annoso”, “Annesco”) e di animali (cuore di cane, собачье сердце, sabachee serdze, il famoso omonimo romanzo di Bulgakov). In generale, in russo si preferisce usare l’aggettivo piuttosto che il caso genitivo (il nostro complemento di specificazione) per esprimere qualcosa di proprio di una certa persona o cosa. Il fatto è che ci calcano un po’ troppo la mano: il formato Word è Вордовский формат, “Wordovskij format”, che dovrebbe suonare più o meno come “formato Wordoso” , e così via. La cosa interessante è che in italiano suonerebbe comico, ma in russo è perfettamente normale.

-RUSSIA CAPUT MUNDI: in russo non esiste il fatto di lasciare un nome straniero scritto così come nella sua lingua originale. Nell’impero russo bisogna russizzare ogni parola, che se ne importa se la si stravolge, e, soprattutto- il che risulta piuttosto comico- scriverla con la relativa pronuncia cirillica. Così il buon Tom Cruise in russo è Том Круз (letteralmente “Tom Crus”), Marilyn Monroe diventa Мэрилин Монро, “Merilin Monrò”, e così via. Un’eccezione alla regola? Il povero Sigmund Freud, che – non ho mai capito perché, e fa un po’ inorridire- in russo si scrive, e ahimè si pronuncia, Зигмннд Фрейд, “Sigmund Frèid”. Speriamo non si rivolti nella tomba.

- SIGNORE? NO GRAZIE. In russo, per un retaggio comunista mai superato, non esiste una parola particolarmente appropriata per apostrofare un estraneo con rispetto, l’equivalente del nostro “signore, signora”. Questo perché la parola “signore”, che esiste in russo ed è господин, gospodin, era considerata “offensiva” ai tempi del comunismo, perché denotava una persona che non faceva nulla nella vita, contrapposta al valoroso ed umile lavoratore. Oggi la parola “gospodin” è entrata nell’uso comune, ma con una certa cautela. Si preferisce apostrofare qualcuno che si rispetta, che è più anziano o importante di noi, con il solo nome e patronimico, segno di signorilità e di maturità (es. Andrej Mikhailovich, Marina Ivanovna, e così via, che suona come “Andrej, figlio di Mikhail”). E sul patronimico si potrebbe disquisire per ore: questo grande sconosciuto per gli europei, che mai riusciranno correttamente a pronunciare, richiama l’epica greca, è estremamente elegante.

-EHI, TU! UOMO! In Russia non ci si fa alcuno scrupolo ad apostrofare gli estranei con il loro nome comune. A chi non conoscete, direte: “женщина! мужчина!”, “donna! uomo!”, per richiamare la sua attenzione. In italiano suona grezzo e vagamente offensivo, lo so, ma in russo è del tutto normale che, per avvertirti che ti è caduta la sciarpa, ti chiamino: девушка, devushka, “ragazza!”. Allo stesso modo, il cameriere nei ristoranti, viene imbarazzantemente apostrofato con: молодой человек, molodoj chelovek, “giovane uomo”. Dunque, quando parlate russo sotterrate ogni pudore e cominciate a chiamare le persone con il loro nome!

-IO TARZAN, TU JANE. Sull’assenza misteriosa del verbo essere al presente (eccetto la alla terza persona, usata comunque solo in certe circostanze) ho già abbondantemente (e anche filosoficamente!) parlato. Vedere al link http://nsmatrioske.altervista.org/cogito-ergo/ Tuttavia, questo aspetto “tarzanesco” del russo, che si applica a tutto ciò che contiene il verbo essere e che letteralmente suona come: я – Карло “Io Carlo”, я устал - ”Io stanco”, он молодец – “lui bravo”, e così via, continua a risultare per noi italiani piuttosto “primitivo”!

- DIMINUTIVI. I diminutivi russi sono la caratteristica più simpatica e amata da tutti coloro che ne studiano la lingua. Ogni persona, quando la si conosce meglio e dunque esce dalla cerchia degli estranei, diventando amica, si appella con il suo nome “diminutivo, vezzeggiativo”: così Maria per gli amici diventa Masha, e per quelli ancora più amici può diventare Mashenka, ma se è birichina anche Mashka (una sorta di “Mariaccia”) Valentina è Valjusha, Sergej - Serega, e così via. Il problema è che ogni persona ha quindi una serie piuttosto cospicua di nomignoli + il suo nome e patronimico, e ciò destabilizza non poco chi non sa il russo e si approccia ai vari romanzi di Dostoevskij e Tolstoj, quando si diventa pazzi a riconoscere chi diavolo fosse quel tal personaggio, che non viene mai chiamato nello stesso modo per più di due volte! Gli stessi diminutivi si usano anche per moltissimi nomi comuni, come kartoshechka, картошечка (patate, patatine) chaiok, чаек, (teuccio, teino), che li rende ai nostri occhi più simpatici, come la nostra “birretta”- per i russi tutto ciò spesso è normale e privo di connotazioni particolarmente vezzeggiative.

Quali altre particolarità della lingua russa avete notato?

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