Lo scorso 15 Marzo il ristorante “Aromi” ha accolto la presentazione del CNO di tracciabilità degli oli extra vergine di oliva italiani. Solitamente il cibo non è l’elemento principale di queste presentazioni, ma quest’occasione ha rappresentato una piacevole eccezione. Il clou del programma era l’olio di oliva extra vergine e i due famosi cuochi Pietro Rongoni e Francesco Spampinato hanno cucinato alcuni piatti tipici italiani. Assieme ad ogni piatto è stato offerto un bicchierino d’olio.

Paola Fioravanti, Presidente dell’Unione Mediterranea degli assaggiatori di olio d’oliva, ha dichiarato “L’olio di oliva è un aperitivo perfetto perché ha antiossidanti, vitamine e aiuta la digestione”.

Paola Fiovaranti è un’appassionata di questo prodotto: “la mia casa e’ piena delle contenitori d’olio. Lo uso sempre. Ho tipi diversi d’olio per le insalate, per la frittura, per la pasta, la carne, il pesce eccetera. Ognuno sceglie il suo olio – più piccante o più delicato, con odori particolari come quello di mandorla o di nocciole”.

Paola ha tenuto una lezione su come assaggiare l’olio. Gli ospiti riscaldavano il bicchierino con l’olio tra le mani, poi lo odoravano. Per capire meglio il gusto bisognerebbe “masticare” un po del’olio nella bocca. Il sapore dipende da tanti parametri: la regione di provenienza, la maturità dell’olive, il suolo sul quale sono cresciute, eccetera…. L’olio può avere il sapore di un frutto, di pomodoro, della mandorla, delle nocciole anche dell’erba appena bisellata!

E’ importante sapere che il colore non è il parametro della qualità dell’olio. Gli esperti non usano mai i bicchieri trasparenti per assaggiarlo, ma solo bicchieri bassi e tondi di vetro blu. Paola ha iniziato a raccontare una storia, a raccontare di quando si trovava in Libano. Gli impiegati di un’azienda che vendeva olio le avevano chiesto perché non avesse portato le pillole che servono per colorare l’olio. Come aveva avuto modo di scoprire più tardi, i libanesi usavano l’estratto di clorofilla per rendere l’olio piu verde.

Per la cena, i maestri della cucina italiana Pietro Rongoni e Francesco Spampinato hanno usato tre varietà di olio: uno più denso, proveniente dalla Toscana, per l’antipasto di asparagi e grana padano; uno più leggero, umbro, per condire il risotto di salmone e scamorza; l’olio più dolce, prodotto nel Lazio, si è sposato perfettamente con il merluzzo con crema di broccoli, e con la millefoglie ai frutti di bosco.
Rosario Scarpato, CEO di Food&Travel Communications, ha detto che tutta la cucina italiana si basa su fiumi di olio d’oliva, e che ogni cuoco che la rappresenta all’estero è ambasciatore della cultura italiana. Così, Pietro Rongoni e Francesco Spampinato sono stati premiati con un diploma di “Ambasciatori dell’olio extravergine”. Grazie a loro, e a tanti altri cuochi italiani, i russi assaporano il gusto dell’Italia.

La ricetta dello chef:

Francesco Spampinato, del ristorante “Sky cafe” di Ekaterinburg ci ha lasciato una ricetta: Ho lavorato tanti anni a Mosca e ogni volta tornando a casa dopo il lavoro non avevo niente a mangiare. Ho creato questa ricetta per me stesso, ma poi ad Ekaterinburg l’ho inserita nel menu.

Spaghetti con caviale:

Nella padella si riscalda un po l’olio. Si aggiungono i peperoni, poi l’aglio. Dopodiché si versa qualche cucchiaio di vino bianco, mescolato con il prezzemolo. Aggiungere gli spaghetti. Il caviale non si deve riscaldare, va aggiunto alla fine.

La redazione di MOSCOWita ringrazia Rosario Scarpato e gli altri organizzatori  per l’ospitalità  

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