Il 13 Luglio a Mosca si terrà l’unico concerto in terra russa – il primo in assoluto, per loro, nella capitale – del duo acustico italiano “Musica Nuda”. Musica ridotta al suo nocciolo, all’essenza, spogliata di ogni orpello: musica pura, musica nuda. Nessun biglietto è più disponibile per assistere alla performance di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, né loro stessi potevano rendersi disponibili per le interviste, perché non avevano un minuto libero. Però, per MOSCOWita, hanno fatto un’eccezione: un colloquio con concerto (per giornalista, voce e contrabbasso) in esclusiva su Skype.

Petra, Ferruccio, tra poche ore siete in concerto a Mosca. Cosa vi aspettate dalla Russia e dalla sua capitale ?

Petra:  Sappiamo già cosa attenderci, ci siamo esibiti una volta a San Pietroburgo.

Ferruccio: Nonostante ci siamo stati circa mezza giornata, abbiamo potuto ammirare la bellezza della città e l’apertura del pubblico, due elementi che certamente ritroveremo a Mosca. Crediamo che sia grande, interessante e vivace, ma purtroppo potremo starci giusto il tempo di un sound-check, dell’esibizione, e di un giro notturno.

Faremo in modo di accompagnarvi a conoscere le bellezze notturne di Mosca. Tutti gli artisti italiani che si esibiscono qui dicono che in Russia la gente è sempre gentile e attenta. Per “apertura” intendete questo?

Petra: Sì, a San Pietroburgo sono stati molto, molto calorosi. Ci hanno portati tantissimi fiori!

Ferruccio: Pensavo di aprire un negozio dei fiori dopo quel concerto!

A chi dei due li hanno regalati, in realtà, i fiori?

Petra: Erano per noi…diciamo “anche per me”. Ferruccio non riusciva a prendere tra le braccia tutti i bouquet!

Avete preparato qualcosa di speciale per i russi stavolta? Una canzoncina tipo Kalinka-Malinka?

Petra: Kalinka-Malinka? Mai sentita. La nostra scaletta è più o meno uguale, che ci si esibisca a Mosca, Parigi o Berlino. L’altra volta ho cantato un po’ di Vysotsky…

Come mai Vysotsky? Lo conoscete bene in Italia?

Ferruccio: Non particolarmente, però cerchiamo sempre di ascoltare musica proveniente da diversi paesi. Tchaikovsky e Rakhmaninov sono famosi in tutto il mondo. Ma secondo me Vysotsky è molto famoso qui, non è vero?

Petra: Ho intonato una sua canzone, “Freddo-Freddo”, e al concerto tutti erano contenti.

Vysotsky (1938-1980, ndr) è il simbolo della sua epoca: noi spesso usiamo alcune frasi delle sue canzoni quando parliamo, ad esempio. Ma è molto difficile tradurlo dal russo. Lo ascolteremo anche qui a Mosca, sempre eseguito da voi?

Petra: Vedremo. Siamo in due e non dobbiamo avere sempre la stessa scaletta durante le tournée, come fanno i gruppi con tanti musicisti. La nostra scelta dipende dal palco, dall’acustica della sala, dalla quantità di spettatori, dall’umore e da molto altro.  Cerchiamo di dare il meglio in base al luogo, alla giornata e a tutti gli elementi rilevanti per un concerto.

La vostra musica – come vedo che voi stessi siete – è sempre piena di energia, e mira alla condivisione con il pubblico in sala. Spiegatecelo, come si fa a non stancarsi mai e a “brillare” sempre?

Ferruccio: Boh. Stiamo sempre in forma perché conduciamo una vita attiva. Facciamo tanto sport…  (sorride).

Petra: Sì, Ferruccio fa sport guardando le partite in TV! Io preferisco i cavalli, e cerco di passare quanto più tempo possibile a contatto con la natura. Se hai notato, sul palco Ferruccio è tranquillo e io sono agitata. Anche nella vita è così. Ma, in generale, durante un concerto la gente, l’attenzione che ti riserva, la voglia di ascoltare, caricano e ricaricano entrambi. Un’esibizione è sempre uno scambio. Ed è ancora più bello quando i nostri amici o i nostri parenti vengono ai concerti, magari a Caserta, dove è nato Ferruccio, o a Pisa, dove sono nata io, e possiamo cantare canzoni in dialetto.

Ferruccio: Qualche canzone in napoletano l’abbiamo registrata anche per il nostro album del 2011.

Suonereste qualcosa per il nostro sito?

Feruccio: Certo! Per caso abbiamo il contrabbasso a casa.

Per caso? Dovreste essere pieni di strumenti musicali!

Petra: E’ che ora siamo a casa mia. Ferruccio ha i suoi strumenti da lui…

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