L’ultimo giorno del tournée pioveva. I ragazzi del gruppo sono appena tornati da Mc Donald’s dove, dopo 14 ore di viaggio in pullman da Kiev a Mosca, hanno trovato un po’ di ristoro. Alloggiano in un ostello moscovita vicino a Kitaj Gorod e pagano di propria tasca il viaggio. Tra di loro c’e chi di lavoro fa l’ingegnere, chi crea siti di e-commerce. A tenerli uniti è la passione per la musica e per la cosiddetta “vita 2.0″. I Nerd Follia ci hanno parlato un po’ di loro e della loro musica. 

Siamo insieme dal 2003, veniamo più o meno tutti da Milano, o dalla zona intorno a Milano. Questa è la nostra prima esperienza nell’Est Europa. Prima d’ora gli unici concerti all’estero li abbiamo tenuti in Svizzera e in Thailandia. Abbiamo presentato il nostro secondo album quest’anno, e  questo è il tour che stiamo facendo per promuoverlo – spiegano Stefano (Chuck) Cardinale e Stefano (Stelli) Castelli.

Perché vi chiamate “The Nerd Follia”? 

Perche siamo i nerd, non si vede? (ridono). Mancano solo gli occhialoni.

Cosa vi piacerebbe fare nel futuro, continuare a lavorare così, tenendo il gruppo come un hobby, o dedicargli tutto il vostro tempo?

Per ora ci va bene così. Se mai dal punto di vista economico si trovassero solide condizioni per lasciare il lavoro sarebbe un sogno che si realizza, ma, al momento abbiamo bisogno di lavorare.

Fra i temi che trattate nelle vostre canzoni, ve ne sono molti legati al web e, parallelamente, al vostro lavoro. Come avete trasposto i vostri ragionamenti su questi argomenti nei vostri pezzi?

Abbiamo voluto parlare di questo mondo in cui siamo immersi, né in maniera critica, né esaltandone le possibilità. Avanziamo solo una descrizione della società contemporanea. Più o meno, il filo-conduttore di tutte le canzoni del disco nuovo è questo, cioè come Internet ha cambiato, influenzato la vita di tutti.

Video WWRevolution

Voi cantate in inglese. Lavorate più per l’estero o per l’Italia?

Dal punto di vista dei concerti lavoriamo piu’ in Italia perché non e’ facile uscire (nel senso logistico, ferie ecc.). Pero’ dal punto di vista web siamo piu’ internazionali – i nostri video guardano sia in Italia che all’estero. Speriamo che, in futuro, la nostra dimensione si espanda un po’ anche all’estero. Al momento siamo legati a Milano, al nord Italia. Giriamo Milano, Venezia, tenendo concerti in grossi club.

Il vostro stile come lo definite? Indie, rock, punk?

Abbiamo le influenze diverse. Abbiamo cercato di fonderle fra loro in questo ultimo disco. Ci sono influenze electro, dance, punk-rock.

Cosa ascoltate?

Un po’ di tutto. Dalla musica moderna (electro, rock, indie) al punk-rock. Non disprezziamo le vecchie canzoni.

La vostra è musica ballabile? 

Si, certo! Pero’ in Italia la gente tende di stare un po’ sulle sue. Se il gruppo non è proprio una superstar o se non si è un contesto è difficile  far muovere la gente. Quello che abbiamo visto a Kiev e nelle altre città ucraine ci ha sorpreso: lì si ballava da pazzi!

Siete a Mosca da poco, ma faccio lo stesso questa domanda: che cosa vi aspettavate da questa città? Qual’era il vostro immaginario della capitale? Magari c’e qualche stereotipo su di noi già confermato?

Eh sì … che bevete molto è vero!

Che posti vorreste visitare a Mosca?

Izmajlovsky Park, per comprare delle cose. E magari anche il museo spaziale… ne vale la pena?

Con la partecipazione di Daria Safonova

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