Questo post fa parte della storia

Roma è una città bella non solo da vedere, ma anche da ascoltare. Un evento che racchiude la musica tradizionale romana di tutte le epoche ha scelto di chiamarsi  “Serenata per Roma“:• La terza edizione si è svolta lo scorso 19 luglio a Villa Ada, all’interno della rassegna Roma Incontra il Mondo 2015. . In esclusiva per Moscowita.it Stefano Mannucci, l’ideatore della serata, ci ha raccontato le particolarità della canzone in dialetto romanesco, ci ha spiegato perché può piacere al popolo russo e quali sono i posti migliori da visitare per ascoltare stornelli romani.

In alto: insieme a Stefano Mannucci, l’ideatore di “Serenata per Roma”.
La foto è stata realizzata da Matteo Nardone.

Com’è nata l’idea di organizzare un festival in cui la musica romana è la protagonista indiscussa?

Questa città ha molte ricchezze; tra le tante, la canzone romana occupa un posto di grande importanza. Al pari di quella napoletana, la canzone romana vanta una qualità musicale assoluta e una bellezza struggente dei testi, che raccontano spesso della fierezza dei romani, della sensualità, dell’ironia ma anche dell’orgoglio di un popolo che ha vissuto il potere dei papi, i soprusi dei tiranni, dei barbari e dei politici corrotti. Roma ha avuto nel corso dei secoli grandi momenti di splendore, ma anche tanti anni difficili; nonostante tutto, il popolo romano ha sempre resistito e affrontato le criticità con tenacia e dignità. E tutto questo non può che essersi riflettuto nella musica popolare, che merita di essere innanzitutto riconosciuta e quindi apprezzata. Ho deciso di organizzare questo festival per dare il mio contributo in tal senso, affinché, cioè, questo grande patrimonio musicale possa tornare ad essere una parte importante della cultura non solo romana, ma anche italiana.


Come sono stati scelti gli artisti che partecipano a “Serenata per Roma”?

Ho sempre chiesto ad ogni singolo artista che partecipa all’evento di interpretare le più celebri canzoni romanesche non come se fossero un “copia e incolla” dell’originale, ma di reinventarle secondo il proprio stile. Autenticità e sensibilità sono i criteri che mi hanno permesso di scegliere tra grandi interpreti quelli più adatti a compiere questa operazione. Possono essere famosi, famosissimi o emergenti, non è importante; ciò che conta è che siano in grado di percepire profondamente quello che è il loro lavoro e la loro passione e soprattutto che sappiano instaurare un feeling con le canzoni che eseguiranno. In questo modo anche i non romani (e questa sera ne abbiamo tanti tra liguri, siciliani, napoletani e toscani) potranno interpretare canzoni che non appartengono alla loro tradizione dialettale.

In alto: Stefano Mannucci con la cantante Dolcenera
La foto è stata realizzata da Carlotta d’Agostino

In che modo la musica romana può emergere in Russia?

La musica romana ha tutto per piacere al popolo russo. In queste canzoni c’è coraggio, spavalderia, incoscienza, sentimento e a volte anche storie di “malavita” o di “borgata”. Sono canzoni di “fiume”: i “muraglioni”, che separano con alti argini il Tevere dal resto della città, furono costruiti al tempo dell’unità d’Italia per evitare tragiche alluvioni. Prima di essere costruiti, i romani vivevano pienamente le sponde del fiume e spesso, per amore di una donna, vi si sfidavano in duelli mortali.
Questa “grande bellezza” storica potrebbe essere proposta al popolo russo, ad esempio, attraverso spettacoli. Esistono mille modi divertenti per rappresentare questi racconti, accompagnati ovviamente da canzoni romanesche. Già solo la musica può trasmettere tanto, in più per rafforzare le storie raccontate, potrebbe essere proietta la traduzione in russo su un maxi-schermo. Conoscendo la grande passione per il teatro del popolo russo, questa potrebbe essere un’ ottima idea per stimolare il loro interesse nei confronti della canzone romana.

Quali cantautori romani può consigliare di ascoltare al popolo russo?

Non solo le canzoni in dialetto romanesco dell’ottocento, gli stornelli e le serenate, ma tutta la musica che parte dai cantautori ed interpreti del novecento fino ad arrivare ai nostri giorni non ha pari nel mondo. C’è tutto uno straordinario repertorio in italiano con le canzoni interpretate nel novecento da Claudio Villa, Gabriella Ferri, Franco Califano fino alla scuola dei cantautori romani come Antonello Venditti o De Gregori. Oggi, tra italiano e romanesco, ricorderei il lavoro di Mannarino, Tosca, degli Ardecore. In realtà, la canzone romana è un fiume che scorre sotterraneamente nella sensibilità di tutti gli artisti contemporanei.


In alto: Stefano Mannucci con il cantante Gianmarco Dottori
La foto è stata realizzata da Carlotta d’Agostino

Quali luoghi di Roma una persona russa deve visitare per conoscere la musica romana?

Roma va visitata tutta, con una buona guida che ne racconti i mille angoli segreti, oltre a quelli del grande turismo. In particolare ovviamente Trastevere, il quartiere Monti, Testaccio, le strade che salgono al Gianicolo, l’isola tiberina e i dintorni di Piazza Navona. La Roma storica e popolare è dipinta e illustrata meravigliosamente in queste canzoni, tra le vicende dei suoi personaggi. Come le “streghe” della notte di San Giovanni. Ai margini della basilica del Laterano, all’inizio del novecento, in una osteria (una volta il palco crollo’ per il troppo pubblico salito sopra) si svolgeva il festival della canzone romana, tra stornelli e serenate meravigliose. Un altro luogo importante per queste canzoni è il carcere di regina Coeli. Dal Gianicolo, i parenti dei detenuti gridavano al vento il loro amore per chi era in carcere, e questi rispondevano da dietro le sbarre.


In alto: Stefano Mannuci con il cantante Zibba
La foto è stat realizzata da Matteo Nardone

Ringraziamo Stefano Mannucci per l’intervista e invitiamo i lettori di Moscowita.it a scoprire e ad ascoltare dal vivo la musica romana nelle prossime edizioni di “Serenata per Roma”.
Vi invitiamo inoltre a consultare la pagina ufficiale del festival su Facebook.

Con la partecipazione di Alessandra Vitelli

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