Il centro teatrale “Na Strastnom” di Mosca ha completato la sua settimana italiana, chiamata “Italia giovane”, un festival organizzato nell’ambito  del progetto “Accento italiano”. La settimana teatrale è stata molto intrigante e misteriosa, piena di scoperte, di acume e caratterizzata dalla distruzione degli stereotipi. Gli autori hanno posto problemi senza mezzi termini, e ciò ha reso l’evento sorprendente.

L’atto finale della manifestazione è stato lo spettacolo “Antigone – Io vado via”, la terza e conclusiva parte della trilogia teatrale dedicata al personaggio ellenico. Daniela Nicolò, una dei registi della rappresentazione, ha detto: “L’ultimo spettacolo è il più difficile della serie che abbiamo realizzato, il più apparentemente “nero”, perché parla della morte di Antigone”. Scioccante e provocatoria, la messa in scena va controcorrente e conquista l’attenzione di spettatori provenienti da ogni parte del mondo. Gli autori che si sono ispirati alla tragedia di Sofocle, affermano di averla rivisitata anche in chiave politica. Enrico Casagrande, un regista italiano presente al festival, ci ha confidato  i propri pensieri: “Credo che il teatro sia la forma del contemporaneo dove la gente può trovare più spesso interrogativi e considerazioni politiche. Lo stesso leitmotiv è comune anche al cinema. Noi addetti ai lavori sentiamo di avere il sacro dovere di riflettere la situazione politica del nostro proprio paese. È un momento particolare per ogni punto del globo e, quando abbiamo dato vita a questo progetto, la situazione italiana era particolarmente drammatica. Cerchiamo, quindi, il dialogo con gli spettatori, in ogni città, in ogni nazione in cui ci troviamo”.

Daniela Nicolò, uno dei due autori dello spettacolo

Daniela Nicolò ha anche provato a spiegarci la sua poetica teatrale e ha aggiunto: “Il nostro teatro ricerca la forma e ricerca i testi, perché sono componenti inseparabili. La domanda che ci siamo posti per dar vita ad Antigone è stata: ‘Chi potrebbe essere oggi?’, e poi abbiamo cercato parole antiche, per parlare di mistero, di pensieri reconditi. Ma trovare la forza e il modo di mettere tutto in scena, in questo 2012, è stata una questione un po’ più complessa.

La nostra attrice protagonista, Silvia Calderoni, si chiedeva costantemente: ‘Chi è Antigone? Come può essere costruita sulla scena?’», e insieme abbiamo cercato le espressioni più potenti, più significative. E abbiamo distillato il testo per evidenziare le cose più importanti, per creare nuovi strumenti di significazione”.

Silvia Calderoni ha detto a MOSCOWita: “Ogni volta che vado in scena, immagino che sia la mia ultima volta, e do tutto quello che posso”.

Silvia Calderoni in “Antigone № 3. Io vado via”

Come potete vedere, il lavoro del drammaturgo e quello dell’attore non sono affatto semplici. Ma lo spettacolo ha impressionato il pubblico di Mosca. Vitas Selunas, professore dell’Accademia Russa d’Arte Teatrale (RATI) ha detto: “Da una parte, ‘Antigone’ è uno spettacolo d’avanguardia, uno spettacolo moderno. Dall’altra parte questo spettacolo ricerca le origini, i fondamenti. Chi gli ha dato forma ha provato a penetrare un midollo, e a stabilire relazioni con la letteratura e l’arte dei secoli passati in generale. E’ stato magnifico”.

 

Le fotografie sono di Anna Kuzina e della compagnia teatrale Motus.

 

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